La torre nella nebbia

scritto da Fresia
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Testo: La torre nella nebbia
di Fresia

LA TORRE NELLA NEBBIA

L'alta torre si ergeva su una collina che sovrastava un territorio fertile e pianeggiante.
Un tempo, era stata il mastio di un grande castello del quale, tuttavia, non rimaneva più nulla. Ormai svettava solitaria e invisibile ad ogni occhio umano, avvolta da una fitta nebbia che mai si diradava.
Quel costante, denso vapore faceva pensare a qualcosa di soprannaturale e di inquietante e, di generazione in generazione, erano state tramandate  leggende che parlavano dell'insolito fenomeno.
Si narrava che la nebbia fosse il frutto di una maledizione, che nascondesse qualcosa di misterioso, ma la paura impediva a  chiunque di verificare la veridicità di quell'ipotesi leggendaria.
Nel  silenzio di quelle antiche pietre viveva Gareth, condannato ad essere nebbia e a mantenere segreta la torre.
Era stato il signore del castello e, tra le sue mura, aveva coltivato fin da giovane la passione per l'alchimia.
Nel corso della sua vita aveva sviluppato capacità straordinarie che gli permettevano di creare strumenti di offesa che andavano ben oltre le possibilità di qualsiasi arma esistente al mondo.
Non c'era spada affilata che potesse competere con ciò che era stato in grado di creare, né balestra o catapulta che potesse superare la potenza delle sue invenzioni.
Ciò che le rendeva così letali era qualcosa di irrealizzabile per qualsiasi altro essere umano: erano completamente invisibili e manovrabili a distanza.   Gareth, infatti, non sopportava la vista dei cadaveri e non voleva neppure che  i suoi sgherri tornassero al castello con le mani e i vestiti sporchi di sangue.
Era proprio l'invisibilità a sconcertare i suoi avversari o gli sfortunati che intendeva prendere di mira, poiché non potevano sapere chi muovesse contro di loro e meno che mai quali azioni potesse avere in mente o con che cosa sferrasse ogni attacco.
A causa di queste armi infallibili non si contavano più i soprusi commessi da Gareth, ne' le morti causate dalla sua enorme sete di potere, che non danneggiava solo i suoi simili, ma ogni essere vivente presente sul suo cammino.
Non voleva nessuno accanto a sé, se non quei pochi fedelissimi di cui si circondava, si sentiva onnipotente e  tutto ciò che aveva creato e conquistato lo faceva sentire appagato.
Come locuste che distruggono  i campi,  le sue armi invisibili e micidiali  rasero al suolo ogni cosa e quella terra, un tempo fiorente,  si trasformò in una landa desolata sulla quale regnava incontrastato.
Ma la natura ferita si rivoltò contro di lui, la terra tremò, facendo crollare il castello sotto le cui macerie perirono i suoi sgherri fidati.
Dell' imponente maniero rimase solo l'alta torre, luogo dei suoi deleteri esperimenti e che sarebbe divenuta la sua  prigione per l'eternità.
Mai avrebbe avuto la pace che aveva tolto a tutti e, come pena, avrebbe ricevuto qualcosa di simile a ciò che aveva realizzato: non essere mai più visto da nessuno con le sue reali sembianze. 
Trasformato in nebbia, fu costretto a restare dove aveva concepito e creato i suoi strumenti di morte, senza poterli usare mai più e ad osservare il ritorno a nuova vita della landa che aveva devastato e che a poco a poco divenne nuovamente una rigogliosa pianura in cui uomini e animali  avevano imparato a vivere in armonia. 
Ma forse era scritto nel destino che con il passare del tempo  sarebbe venuto al mondo qualcuno dal cuore duro come il suo.
Un uomo dotato di grande perfidia, spezzò la maledizione avvicinandosi alla sommità della collina. 
Lo spirito di Gareth svanì, la nebbia scomparve lentamente e la torre divenne di nuovo visibile e accessibile.
E fu così che i suoi segreti, che a lungo erano rimasti nascosti, finirono a disposizione di quel qualcuno e l'uso che ne avrebbe fatto, purtroppo, era più che evidente. 

La torre nella nebbia testo di Fresia
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